Del referendum sui distretti biologici se ne è parlato poco e male.

Probabilmente perché figlio di uno scontro. I proponenti (forze di sinistra) e governo (forze di destra) ne hanno fatto motivo di battaglia politica distribuendo consigli tra il sì e l’astensione a seconda della parte partitica.

Il risultato è che fino ad ora la confusione ha regnato sovrana.


A farne le spese come al solito in un paese come il nostro, ci finiscono le imprese; agricole in questo caso.

Questo avviene in barba alla responsabilità di informarsi che dovrebbe avere ogni cittadino. 


Eh si, perché la colpa non è sempre e solo la politica. Che pure ha almeno un paio di pesanti compiti da assolvere. Da un lato quella di governo del sistema agroalimentare, dall’altro quello di diffondere le informazioni in maniera tecnica e completa possibile.

Purtroppo questo governo provinciale ha badato – almeno fino ad ora – più alla forma che alla sostanza col risultato che del mondo agricolo, sui media, ci finiscono soltanto i mali anziché le tante e consistenti prerogative e qualità. 


A questo punto come votare? Ne parleremo alla serata di giovedì a Civezzano.